Sbloccare visuali e immobilismo

Vi racconto un sogno, nato sulle sponde di Taras, cercando di capire #LaTarantomigliore e perché non riesca ad unirsi e far cambiare le cose.

In questo blog, ho raccontato gli anni di Taranto e lo spartiacque del 2012, definitivo nella mia vita personale e sociale. Ho passato questi anni nelle strade ed ho conosciuto tanti “pazzi sognatori”, con un ruolo determinante in questa fase cruciale. Ognuno aveva un suo scopo e meritava rispetto. La campagna elettorale ha spaccato questo fronte, unico a volte consapevolmente altre casualmente ed inconsciamente, ed ha prodotto dibattiti mortificanti, di pessimo gusto, tra persone insospettabili di tanto livore. Un osservatore terzo ha il privilegio di provare a capire tante anime. La buona volontà si trova tra le associazioni, tra chi diffonde la cultura della legalità, chi lavora sulle radici magnogreche e spartane, chi dialoga con i migranti, chi si impegna nelle energie rinnovabili e nella prevenzione di malattie cancerogene, chi fa fitorimediazione ed inventa nuovo lavoro, chi rispetta ambiente ed ecosistemi, chi difende il suo Paese in un periodo storico delicato, chi si batte contro le derive inquinanti e le leggi contrarie alla Costituzione, chi porta avanti le tradizioni, chi non molla, chi cade e si rialza, chi non rinuncia a cercare la sua ragione di vita. Il bene si trova nei cuori di tanti. Tempo fa’, coniammo la definizione #LaTarantomigliore, quando i tarantini furono capaci di umanità ed organizzazione negli aiuti ai profughi salvati grazie alla missione Mare Nostrum della Marina Militare. Da allora, ho cercato la linfa più umana e morale in tanti percorsi. La strada giusta, a mio avviso, di qualunque cammino, culturale innanzitutto, deve riuscire a far parlare tutte queste coscienze, ad apprezzare il loro potenziale e valore. Questa utopia, sfumata e sfuggente, mi ispirerà in futuro e cercherò di non far spegnere questa fiamma e metafora di rinascita. Io sto con questo spirito e con chi lo rispetta.  Ho scelto due immagini. Una rappresenta il fermento culturale sulle radici e la fondazione di Taranto nel 706 a.C., l’altra un corteo, di alcuni anni fa’, dove spunta un cartello, “Resisti Taras”, a testimoniare l’unione di visioni e percorsi di reazione civile e narrativa. Infine, voglio ricordarvi il primo video clip degli artisti uniti per Taranto ed il loro brano “Taranto Libera”. Io c’ero, ho vissuto tutto. Questi cuori erano uniti, oggi fanno la loro vita, ognuno a modo suo, e continuo a credere in tutti i loro, nei differenti cammini esistenziali. Il significato di questo brano si racchiude nella visione di una città con economie diversificate, orgogliosa di storia e radici. Il resto, è tutto nel mio blog con le sue storie di “sblocchers”.

 

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Sequenza dello Sbarco di Falanto, idea di Massimo Cimaglia, nella baia di Saturo, dove arrivarono i fondatori di Taras, la città spartana.

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