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The Imitation Game, l’Enigma si risolve solo rompendo lo schema, nella Storia e nelle Storie di vita

A volte, ci si trova davanti a storie dentro la Storia della Seconda Guerra Mondiale capaci di unire anime ad epoche ed a mettere in luce il particolare dentro l’universale. Il film è magnetico. Entri dentro i segreti raccontati con sfumature di romanzo storico con quella voglia inarrestabile di approfondire i misteri di Enigma e di chi cercò di decifrarlo con una macchina per sconfiggere Hitler ed i linguaggi in codice dei nazisti. Ti ritrovi a rabbrividire e ad appassionarti. La regia ti porta per mano e ti guida dentro l’umano e dentro la Storia dell’umanità. E poi è l’amore a lasciarti la scia più profonda, con i suoi dolori, le sue vie d’uscita, le sue chiavi di svolta. Stavolta le musiche di Alexandre Desplat hanno avuto un altro ruolo, meno fiabesco, più epico e trionfale. Due filoni narrativi si intrecciano in tre fasi della vita, tra ruoli nel mondo e ruoli nell’inconscio raccontandoci come si può vincere una guerra senza vincere sul fronte dei diritti civili ed umani sotto i propri occhi. Salvo poi evolvere con tempistiche troppo lunghe per chi doveva scegliere tra vivere la sua omosessualità o esprimersi nella matematica sapendo di non poter rinunciare a nulla di se.

Locandina diffuse nei cinema

Locandina diffusa nei cinema