Lavoro, Barriere e Sblocchi Stradali/Musica/Sblocchers!/Situazioni sbloccate e sbloccabili in Ambiente e Salute

#DifendiAmoTaranto! Ed accorse un angelo custode, un guerriero buono.

C’era una volta un gruppo di studenti del Movimento Studentesco Taranto….si inizierebbe in una favola.

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La favola stavolta è diventata racconto reale.

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Hanno tra i 15 ed i 25 anni. Sono cresciuti tra il Dissesto finanziario del Comune di Taranto e le marce di Altamarea del 2008 ed oggi vogliono un futuro differente. Hanno chiesto aiuto a tutti i movimenti protagonisti di questi anni di sensibilizzazione ambientalista. Avrebbero voluto, in questo 19 dicembre 2014, eguagliare i numeri della marcia del 15 Dicembre 2012 (l’anno teso di Taranto, dei sequestri preventivi dell’area a caldo dell’Ilva dei decreti legge diventati legge contro l’effetto dei sequestri preventivi), l’occasione dei 15/20.000 in strada – alcuni addirittura parlavano di 30.000 – a manifestare contro i decreti Salva Ilva sotto inchiesta nel processo “Ambiente Svenduto”, con l’accusa di disastro ambientale doloso ed avvelenamento). Sono riusciti a far tornare la metà di quelle persone. Eppure, stavolta la regia era la loro, il megafono era di Antonio Lenti alla testa del corteo e, tra di loro, c’erano tanti ragazzi di questi anni. Li ho incontrati ovunque, da Taranto a Roma. E c’erano ancora una volta, con striscioni e messaggi sulla vita e sul domani. A vegliare su di loro, Alessandro Rebuzzi, il guerriero buono, morto a 16 anni di complicanze di fibrosi cistica in una città dove gli era vietato respirare se non voleva peggiorare la sua condizione critica, ed il piccolo Lorenzo Zaratta, Lollo, il leoncino con le ali, nato con il cancro e morto a 5 anni di complicazioni.

E chissà quante altre storie di dolore.

Icone guardate con affetto e tristezza, del corteo, alle quali questi ragazzi riconoscono la resistenza, la voglia di lottare, combattere. Alessandro c’era e sorrideva con il cartello di papà Aurelio, e Lollo era in mezzo a tanti cuoricini rossi d’amore nello striscione “Gli amici di Lorenzo”.

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Questa, era la cerniera di tante sensibilità, di una marcia disperata contro Tempa Rossa e non soltanto, chiedendo di avere il porto a disposizione a fini commerciali e turistici, mentre c’è chi già inizia a fotografare i primi lavori ipotizzando si tratti proprio del potenziale insediamento industriale di serbatoi petroliferi.

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La voglia di futuro ha calamitato nella sua scia tutte le istanze in un effetto domino. Nella piattaforma concordata con un compromesso, emergevano: il diritto alla casa ed all’acqua; il caso simbolo delle Officine Tarantine negli ex Baraccamenti Cattolica al grido di “Giù le mani dalle Officine”; la sfiducia nei confronti delle istituzioni e di chi difende uno Stato ritenuto patrigno e sleale; il pregiudizio verso la Marina Militare con il simbolo del muro della zona militare e delle aree demaniali.

Un cammino nel quale convergevano diverse metafore delle proteste nazionali, contro le caste traversali, le divise del caso Cucchi, fino ai localissimi amministratori in carica quando fu proclamato il dissesto del Comune di Taranto.

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A chi non c’era, chiedevano di esserci. A chi c’era casualmente, chiederei perché doveva venire ad ubriacarsi proprio in mezzo a quei bravissimi ed esemplari ragazzi, lasciando credere a qualcuno, con più scetticismo, di far parte di quel percorso civico e civile di partecipazione democratica. E però poi cambierei idea, e mi interrogherei piuttosto su fino a quanto si vorrà far tirare il corda della loro rabbia e provocazione generazionale generata in un magma di decrescita frustrante e fino a che punto chi ha perso la loro fiducia vorrebbe spingerli, lasciandoli in preda a stereotipi e bersagli, loro malgrado, tantissime volte ingiustamente, di contestazione. 

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Abbiamo appreso di una imminente assemblea di tutte le vertenze ambientali del sud, forse in Campania, molto presto.

Abbiamo sentito tanto senso dell’abbandono al cospetto dello Stato, del Governo e di chi vuole inquinare di propagande la richiesta di riconversione economica. Ci si sente vittima di genocidio e si rispetta solo la Magistratura e chi ha disposto le perizie epidemiologiche oltre alle perizie chimiche nell’Incidente Probatorio nel quale l’Ilva non si è difesa rinunciando alla controperizia affidata poi a contesti non giuridici. In una nota ufficiale di pochi giorni fa, l’Asl di Taranto ha ribadito: “La stima delle patologie causate da inquinamento ambientale (o qualsivoglia altra patologia multifattoriale) in una popolazione non è possibile desumerla semplicemente da studi epidemiologici descrittivi (ad es. mortalità, ricoveri, ecc. che possono solo dare ipotesi eziologiche) bensì è possibile ricavarla attraverso studi epidemiologici analitici che hanno come base dati descrittivi di varie fonti (secondo la natura dell’ipotesi da accertare), per poi procedere interpolando i dati a disposizione con diverse metodologie statistiche al fine di dimostrare o meno l’ipotesi iniziale”. Inoltre: “Rientra negli studi analitici la Perizia del Tribunale di Taranto richiesta dal GIP Todisco il 24 giugno 2011 redatta da Forastiere, Biggeri, Triassi. La Perizia ha utilizzato, tra l’altro, i dati sanitari forniti dalla ASL TA in materia di ricoveri ospedalieri, mortalità e Registro Tumori, e operando tra il Giugno 2011 e Marzo 2012 ha sviluppato lo studio analitico per quantificare la proporzione dei decessi e dei malati attribuibili a cause ambientali fra i residenti dei comuni di Taranto, Statte e Massafra”. E poi ha confermato l’aggiornamento dello studio analitico: “Studio analitico di Coorte sugli effetti delle esposizioni ambientali ed occupazionali sulla morbosità e mortalità della popolazione di Taranto. Il gruppo di lavoro è formato dal Dipartimento Roma E (Francesco Forastiere e coll.), Ares Regione Puglia, Arpa e Asl Ta e rappresenta l’aggiornamento dello studio di coorte (presentato nella Perizia richiesta dal GIP Todisco) con l’utilizzo dei dati relativi a SDO 2011-2013, mortalità e incidenza dei tumori maligni 2006-2010 nella popolazione dei comuni di Taranto, Statte e Massafra”.

A chi ha voluto ascoltare le parole delle canzoni sul palco di fine corteo, restano “Butt u vlen” di Frank Buffoluto e i Pali delle Cozze o quella strofa “Svegliati, il mondo sta morendo” della Sud Foundation Kru, e tante altre. Io, però, sono andata via e non ho ascoltato tutto il resto del concerto. Si faccia avanti un’altra narrazione. Si aggiungano particolari e punti di osservazione.

E se ancora vi chiedete perché mi stanno a cuore gli amici di Alessandro, Lorenzo, Francesco, o la voglia di futuro di Antonio, Lucia e tanti ragazzi di Officine Tarantine, avvicinatevi a questi mondi e rispondete alle vostre domande. Partecipate. 

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Nello spazio evento Facebook si elencavano le adesioni:

100% Ambientalisti
1000 x Taranto
Addabash – Circolo Arci
Altamarea Taranto
Altragricoltura – Comitato per la Difesa delle TerreJoniche
Ammazza che Piazza
A.N.P.I.- sezione di Nova Milanese
Arca
Arcigay Taranto
ARTisTA’
Artisti Uniti per Taranto
AssoArtisti
AttivaLizzano
Cavalieri de li terre Tarantine
Centro Giustizia, Pace e Integrità del Creato dei frati minori del Salento
Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti
Comitato 6 Aprile
Coordinamento Mo Basta – Basilicata
Cosmopolis
CreativaMente
Fondazione dal Mare
Fondazione Taras
Fondo Antidiossina
Federazione Verdi Italia
Hermes Academy
Il teatro degli amici di Taranto
Isde Taranto
Jonian Dolphin Conservation
Laboratorio Politico Iskra – Napoli
La Taranto che vogliAMO
Le città che vogliamo
LegamJonici
Link Taranto
Loa – Libere officine artigiane
Made in Taranto
Meet up 192
Meet up Taras in MoVimento
Movimento Basilicata Libera
Mtb Taranto Biker
No Raddoppio Inceneritore Massafra
No Triv Basilicata
No Triv Taranto
No War Roma
Obiettivo Borgo Antico Taranto
Officine Tarantine
Osservatorio Permanente Salinella
Peacelink
Piazza Pulita
PotenzAttiva No Triv
Produrre Salute
Progentes
Puglia Internazionale
Radicali Italiani
RespiriamoMisurina
Se dico Taranto
Sei di Taranto se..
Social Lab Grottaglie
Taranto Futura
Taranto Lider
TarantoRespira
Taranto senza Ilva
Taranto Turismo
Taranto voglia di volare
Taras Tv
Unicef Taranto
Vivi Taranto
WWF Taranto

One thought on “#DifendiAmoTaranto! Ed accorse un angelo custode, un guerriero buono.

  1. I passi della protesta,gli sguardi della speranza e loro,i giovani,a proseguire una tradizione(sembra un paradosso)di protesta perenne,di accusa verso un sistema illogico dato in pasto al Dio profitto.Ma la Taranto che vogliamo,come dici tu nell’ottimo articolo,e’ questa.
    La forza di credere ancora che ci possa essere uno spazio ,seppur minimo e piccolo,contro i poteri forti,romani e non,delle multinazionali che come vampiri succhiano sangue e vite dai popoli inermi e succubi .Io ci credo Francesca,ci spero e lotto per me,la mia famiglia e quanti verranno ancora,ciao.

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