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La rievocazione di una sciantosa del Tabarin degli anni ’20: l’Irresistibile Anna Fougez rivive sulla ribalta con Tiziana Spagnoletta

Penso all’ultimo sabato sera, al recital “Irresistibile Anna Fougez”, rappresentato al Mudi di città vecchia a Taranto (Museo Diocesano), nel 120° anniversario della nascita della sciantosa più famosa degli anni “20”. E ripenso all’aprile del 2007, quando il nuovo allestimento della commedia musicale in due atti e gran finale, di Leo Pantaleo, “Anna Fougez, il mondo parla io resto”, infiammò il Teatro Orfeo dopo un ventennio dalla prima, in un tripudio di colori e musiche, rievocando gli anni del tabarin. Penso e ripenso…a quanto ho visto ed ascoltato ieri ed a quanto ritorna nei miei ricordi dell’esperienza di 7 anni fa. Un filo sottile congiunge questi due momenti. Il soprano, attrice, Tiziana Spagnoletta, ha iniziato a rievocare Anna Fougez proprio in occasione del ritorno alla ribalta di quella commedia di Leo. Il lavoro era ambizioso, aveva un grande potenziale e nessun soldo. E, presto, la tournée si interruppe. Tiziana ha continuato a portare in giro un adattamento di quel lavoro, sotto forma di piano e recital, rievocando ogni volta la diva e mettendo a frutto, alla sua maniera, quanto imparò nei mesi di regia di Leo, regista e costumista. 

Tiziana Spagnoletta al trucco

Tiziana Spagnoletta al trucco

Ad accompagnarla nello spettacolo, la pianista, Ornella Carrieri. A precederla, l’attrice, Francesca Marseglia, nel cast della commedia del 2007, nei panni della trasgressiva Luisa Pom Pom, e stavolta alla prese con la presentazione del concerto nell’anteprima. Ha ricordato la biografia di Anna Fougez, vero nome Maria Annina Laganà Pappacena, nata a Taranto in Vico Innocentini, ed il periodo storico.

Sul palco, Francesca Marseglia, ricorda la vita della Fougez

Sul palco, Francesca Marseglia, ricorda la vita della Fougez

Ornella Carrieri sulla sinistra

Ornella Carrieri sulla sinistra

In scaletta, c’erano i successi dell’epoca ed alcune rivisitazioni contaminate. Mi hanno convinto le interpretazioni classiche. Non mi hanno convinto le rivisitazioni. Non perché fossero mal arrangiate dal maestro Maurizio Lomartire (Addio Tabarin, In cerca di te, Vivere) o mal interpretate. Semplicemente, perché in questa rievocazione, secondo me, funziona di più la rievocazione della contaminazione. L’ho pensata e l’ho detta 🙂

Panoramica d'insieme, Museo Diocesano

Panoramica d’insieme, Museo Diocesano

Se devo essere sincera, sapete quando mi sono davvero emozionata? Quando “Anna Fougez” ha cantato “Addio signora”. Eleganza e potenza evocativa erano al massimo, proprio in quel momento li. O ancora con “Il fox trot delle piume” e con “Fiocca, la neve fiocca”, capace di trascinare la platea.

Tiziana Spagnoletta in "Anna Fougez"

Tiziana Spagnoletta in “Anna Fougez”

Un particolare della serata, mentre la Fougez toglie il soprabito e le piume l'attendono sulla sedia

Un particolare della serata, mentre la Fougez toglie il soprabito e le piume l’attendono sulla sedia

Nella commedia musicale, la figura di un giornalista è il pretesto narrativo necessario a far raccontare la storia della diva. Implacabile sulle scene, fino in fondo, nonostante la minaccia della guerra. Nel recital, viene invece fuori la vanità eccentrica della Fougez, la sua voglia di stare sulla ribalta ed essere diva e vamp, raccontandosi al pubblico.

Espressioni evocative

Espressioni evocative

Nella scena, compare ancora l’idea dell’Abat jour, titolo di una delle canzoni riarrangiate inserite nella scaletta. Una delle idee scenografiche ispirate al commedia musicale integrale. Nel finale, una voce ricorda Renè Thano, artista e compagno della diva, intento a suggerirle di fermarsi di fronte alla follia del conflitto e di lasciare la ribalta. Si avverte, in questi passaggi, la mancanza di una regia reale, nelle cerniere tra prosa e canto. In ogni caso, queste sfumature non oscurano la luce di questa interpretazione di Anna Fougez, con la quale “Gli Amici della Musica Arcangelo Speranza” hanno voluto ricordare i 120 anni della sua nascita.

Verso il finale

Verso il finale

Mancava qualcuno, Leo Pantaleo. Già. All’ultimo, ha comunicato di non poterci essere, con dispiacere di chi lo attendeva e di chi comunque riusciva ad avvertire la sua presenza in ogni momento, di un recital nato solo grazie a quella felice esperienza della commedia ed a quel fortuito incontro tra lui e la protagonista, prescelta in una concatenazione di congiunture favorevoli. 

Foto: Studio Renato Ingenito in occasione della rappresentazione del 2007. Al centro, Tiziana Spagnoletta, ai lati, Renato Forte a sinistra e Leo Pantaleo a destra.

Foto: Studio Renato Ingenito in occasione della rappresentazione del 2007. Al centro, Tiziana Spagnoletta, ai lati, Renato Forte a sinistra e Leo Pantaleo a destra, orgoglioso costumista di quasi tutti gli abiti della commedia. http://www.fotografiaingenito.it/

Tra chi ha custodito, più di tanti, la memoria di questa sciantosa, c’è sicuramente Leo Pantaleo, con le sue ricerche di cimeli, le sue mostre, le sue rappresentazioni, i suoi costumi ispirati, “il suo orgoglio”.

Foto proiettate sul Mudi

Eppure, pochi tarantini conoscono la storia della diva e sanno quale fine stia facendo la sua sepoltura. Chissà se, un giorno, qualcuno penserà di commemorala, con rispetto. Taranto era la città dei teatri. E la rivoluzione industriale forzata del ‘900 ha ingiallito il filo di quella memoria storica, preservato solo grazie alla testa dura di pochi illuminati artisti.