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“Noi vogliamo vivere”. Il Primo Maggio a Taranto unisce messaggio politico, speranza e arte

 

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Il lungo Primo Maggio delle associazioni è iniziato nell’agorà simbolica del Parco delle Mura Greche. Seduto a sinistra, con il cappello, si intravede, Antonio Marfella, medico, dalla Terra dei Fuochi

Una politica riportata al suo concetto più alto di partecipazione e non di partitocrazia, dove tutti uniscono battaglie comuni. Il senso del “Primo Maggio, Si ai Diritti, No ai Ricatti”. Futuro, ma quale Futuro?!”, edizione del 2014, autofinanziato dal basso, sta nella voglia di confrontarsi senza paura sul bisogno di conversione economica. Chiunque abbia calpestato il fango del Parco delle Mura Greche di Taranto, dalla mattina, nell’agorà sotto gli alberi, alla notte, assistendo al concertone, nel retro del palco, preparandosi a calcare la ribalta con l’entusiasmo di chi sente il dovere di sostenere una battaglia civile importante, ha sposato un messaggio politico chiaro, dei Cittadini Lavoratori Liberi e Pensanti, su nuove economie senza acciaio e nuovo lavoro pulito. 

In veste di cronista di Nuovo Quotidiano di Puglia, sul campo insieme a colleghi e fotografi, ho provato a sintetizzare le voci delle associazioni e della cittadinanza attiva, il ricordo di chi non c’è più, i messaggi degli artisti, venuti gratuitamente a Taranto.

Sul mio blog, vorrei insistere su un concetto. Esistevano dei fronti inevitabili, sindacale, mediatico, con i quali doversi confrontare. Esisteranno, ed uso il futuro volutamente, ancor più, dei fronti vitali sulle crociate sull’ambiente e la legalità. Il mio racconto voglio focalizzarlo su questi aspetti della vera ragione d’esistere del Primo Maggio Tarantino: sostanza, contenuti, comunicazione sociale, denuncia, voglia di futuro, conversione economica, ecoalternative. Obiettivi sognati con la costanza di un biennio, tante volte raccontato su questo blog, di assemblee e presidi popolari, e con l’entusiasmo di giovani creativi, alcuni fra le rivelazioni del concertone del 2014.

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Nuovo Quotidiano di Puglia, 3 Maggio 2014

(Testi pubblicati. Foto mie del blog). La fonte è Nuovo Quotidiano di Puglia, 3 Maggio 2014. Si titola su “Ambiente e Legalità: Nel Sud, il filo rosso tra le associazioni”.

Un’unica trama di contenuti univa l’agorà all’aperto del Parco delle Mura Greche, nelle prime ore della mattina, e gli interventi tra un’esibizione e l’altra sul palco del concerto del “Primo Maggio” di Taranto “Si ai diritti, no ai Ricatti, futuro ma quale futuro?!”. Erano le voci di associazioni, cittadini attivi, movimenti, testimonianze di persone ammalate, ricordi di chi oggi non c’è più e sognava una Taranto diversa, pulita, senza industrie inquinanti, ritornata alle radici della pesca, della terra, del paesaggio, verso le eco alternative. La tessitura di una tela di buone volontà, alternata alle letture di Valentina Petrini degli articoli della Costituzione Italiana, lunga un’intera giornata, dalle 10 circa fino alle 2.30 o quasi quando ormai l’alba di un nuovo giorno era iniziata, realmente e metaforicamente. Tornano alla mente, dopo l’intero film documentario “Buongiorno Taranto”, gli altri momenti dedicati ai bambini ed agli ammalati, fra i quali 71 in chemioterapia. Il minuto di silenzio al confronto dibattito. Nell’intervento di Michele Riondino, il ricordo di Alessandro Rebuzzi il guerriero buono, aspettando il 6 maggio quando nell’aria lanterne volanti simboleggeranno il suo sogno di respirare aria pulita. La testimonianza di Tina De Raffele, di “Crotone ci mette la faccia”, capace di trasformare in lucidi e commossi gli occhi di Luca Barbarossa e di spingere Andrea Rivera a salutarla con un “Tina, è rock”: «Crotone è un cimitero a 5 stelle, uno dei 57 sin, nel nostro caso, sito di disinteresse. Le vecchie fabbriche dismesse ci hanno lasciato 350.000 tonnellate di rifiuti tossici, oltre alle discariche a mare, ricoperti con scuole, strade, edifici, questura. Basta viaggi della speranza, Ci avete rotto le scatole».

Tina Di Raffele avrebbe preferito un avviso di garanzia ad un tumore. Crotone ci mette la faccia, insieme a lei. Nella foto, Luca Barbarossa, Valentina Petrini, Andrea Rivera

Tina Di Raffele avrebbe preferito un avviso di garanzia ad un tumore. Crotone ci mette la faccia, insieme a lei. Nella foto, Luca Barbarossa, Valentina Petrini, Andrea Rivera, e la traduttrice Lis, Angela Buta

La scenografia di un apecar dei Cittadini Lavoratori Liberi e Pensanti, con i bambini tarantini, lo striscione “Noi vogliamo vivere” e le parole di una mamma ammalata, Rita Corvace: «La struttura va potenziata oggi. Non bisogna aspettare nuovi ospedali, 70 persone aspettano di fare la chemio sulle scale. Io sono giovane, voglio vivere».

Noi vogliamo vivere

Noi vogliamo vivere

Parla una ammalata, e, soprattutto, una mamma

Parla una ammalata, e, soprattutto, una mamma. Era attiva la campagna sul rischio sanitario, Rst. E sono stati aperti i salvadanai per la raccolta fondi a favore di un emogasometro al Moscati di Taranto

L’ambiente e la legalità hanno caratterizzato diversi interventi nella lunga giornata memorabile. Nel confronto, alla luce del sole, con la moderazione del giornalista, Gianluca Coviello, è stato un susseguirsi di sollecitazioni all’unità. Lo scrittore, Pino Aprile ha introdotto i concetti sulle reti sociali connesse e sulla richiesta di parità di diritti nelle comunità del Sud, capaci di fare, con la tenacia di oltre 20 associazioni quanto in 50 anni sembrava impossibile, quando il sistema stava implodendo. In rappresentanza dei Cittadini Lavoratori Liberi e Pensanti, Massimo Battista ha chiesto il fermo immediato degli impianti dell’Ilva, preannunciando un convegno con le associazioni ambientaliste sul ciclo produttivo del siderurgico dove sarà spiegato perché bisogna voltare pagina e pensare a porto, pesca, turismo, impedendo a Camorra e mafie di bloccare le conversioni come è accaduto a Bagnoli: «O decidiamo di compattarci sul serio contro questo sistema o il futuro dei giovani quale sarà? Uniamo le idee, se pensate ad un futuro con l’acciaio ci troverete in opposizione. E lo sta dicendo un operaio monoreddito». E Cataldo Ranieri ha incalzato: «Maledico l’ignoranza di chi ci ha preceduto. Non possiamo aspettare ci pensino le nuove generazioni. Se abbiamo realizzato un evento con zero euro in tasca, dobbiamo essere noi a fare grandi cose». Dalla Terra dei Fuochi, presente con diversi attivisti, un medico, Antonio Marfella, tra gli altri nella lunga giornata, ha esortato a non avere paura proponendo un’associazione generale di carattere ambientale nazionale: «La fabbrica più bella del mondo ce l’abbiamo già, è il nostro Sud. Uniamoci come movimenti e non come partiti, recuperiamo l’individualità». Suggestiva l’idea dell’ecologia della liberazione dei cittadini, nelle parole di Giuseppe Marzo di Libera nella sua relazione su criminalità e poveri dei paesi poveri, vittime di “razzismo ambientale e scientifico”. Angelo Bonelli ha detto no alla diossina di Stato ed hanno scelto Taranto delegati di: Forum Abruzzese movimenti per l’acqua; No smog Trieste; Non Muos Sicilia e No Tav. I No triv della Basilicata hanno lanciato l’allarme: «Rischiamo 90.000 metri cubi di scorie nucleari in un capannone alto come 5 piani. Se siamo un vero popolo, saremo imbattibili. Dobbiamo salvarci». I No al Carbone di Brindisi hanno letto storie sui lavoratori del polo industriale e passi del libro “Il Pane e la Morte”.

(Testi pubblicati. Foto mie del blog). L’altro articolo, “Tarantini, restate uniti. Gli appelli degli artisti”. 

Dai 100.000 ai 200.000 nel Parco delle Mura Greche di Taranto

Dai 100.000 ai 200.000 nel Parco delle Mura Greche di Taranto

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Si partecipava. Non erano tutti li solo per ascoltare i concerti. La meglio gioventù attiva era presente. Tra i video mandati in onda nei momenti di cambio palco, la storia di Ammazza che piazza, altri su Mar Piccolo o su Taranto Formula Bruta.

Una visione diversa di futuro alla quale artisti di Taranto e non hanno scelto di offrire il proprio contributo. Unendosi nel concertone, sia negli interventi tra un’esibizione e l’altra, sia nelle esibizioni. Artisti del luogo hanno fatto rete con Michele Riondino. I musicisti e cantautori famosi di fuori hanno sposato la causa e seguito l’entusiasmo di Luca Barbarossa, convinto di aver appoggiato un problema dell’Italia e dell’Europa, non solo di Taranto, o di Andrea Rivera con la sua satira musicale libera e senza censure.

Andrea Rivera "E' ora che Taranto venga ricordata per la sua storia fondata dagli Spartani, per i suoi inventori greci come lo scienziato Archita, per le sue bellezze della Magna Grecia, e non venga ricordata per gente che Ce Magna Solo".

Andrea Rivera “E’ ora che Taranto venga ricordata per la sua storia fondata dagli Spartani, per i suoi inventori greci come lo scienziato Archita, per le sue bellezze della Magna Grecia, e non venga ricordata per gente che Ce Magna Solo”.

Anna Ferruzzo ha letto un brano sulla democrazia ed i cittadini, di Jose Saramago: «Quel libro, pone l’accento sulla democrazia, il cittadino, il potere, se tutti votassimo scheda bianca cosa succederebbe? Uno scenario inquietante. La città si deve amare. Ero titubante ma vedevo le prime file attente». Il cantautore tarantino, Diodato, atteso ancora il 5 all’inaugurazione dell’auditorium Tarentum, sul palco ha urlato “Taranto Libera”: «Non siamo la pattumiera dell’Italia. Una città intera ha preso la consapevolezza di essere specchio di un Paese, dove la bellezza è stata dimenticata, stuprata, ogni giorno, da scelte assurde e scellerate. La risposta dal basso (la stessa legata al suo appello a salvare l’Angelo Mai di Roma, ndc) è un nuovo inizio, di una rivoluzione costante».

Diodato esordisce con "Taranto Libera"

Diodato esordisce con “Taranto Libera”

Gli Slt (Sotto le torri) sono ventenni, vivono nelle torri affacciate nello stesso parco, fanno rap ed hip hop ed hanno cantato nel loro dj set, “Io resto qui”.

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Slt, Sotto le Torri.

Give the poison “But u vlen” di Gianni Raimondi, nata con un giro di basso e poi sfociata in un testo esilarante, ha travolto la piazza nell’esibizione insieme a “Frank Buffoluto, i Pali delle Cozze e gli Apecar”. La stessa formazione ha poi accompagnato il pezzo di Remigio Furlanut, con il violinista, Claudio Merico, “Buongiorno Taranto”: «Il brano è nato parallelamente alle musiche dell’omonimo film documentario, ispirato dalle immagini della storia. La canzone non è semplice, non ha il classico ritornello, un mantra, spero le parole arrivino. Non nascerebbe neanche un evento del genere se non ci fosse la condivisione della linea politica». 

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Mimmo Gori, Claudio Merico, Remigio Furlanut, Frank Buffoluto e i Pali delle Cozze

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La band di Frank Buffoluto, i Pali delle Cozze e gli Apecar. Davide Panico, detto Davidone, una rivelazione, maglietta nera dei Liberi e Pensanti, cantante

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Esaltante ironica di Gion Uein, alias Gianni Raimondi, col cappellino bianco. Autore di “Give the Poison, But u vlen”: “Nella mia città c’è un cazzo di quartiere dove tutto cresce rosso…”

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Michele Riondino “Mi sveglio una mattina, respirando la diossina. Il pomeriggio niente male giusto un po’ di minerale. Ed arrivare fino a sera quando dalla ciminiera iesc for e sù balcon iacchie u’ cazz du carbon…!

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I coristi degli Apecar.

Fiorella Mannoia a Taranto è disposta tornare ancora: «Tarantini, restate uniti. Non vi dividete. Pretendete i vostri diritti ed i nostri, di tutti gli italiani. Io sono una privilegiata, devo mettermi a disposizione di chi non ha la mia popolarità. Non ho nessun merito e metto la mia faccia a favore di questa causa».

Fiorella Mannoia, seconda volta al Primo Maggio di Taranto. Disposta a tornare.

Fiorella Mannoia, seconda volta al Primo Maggio di Taranto. Disposta a tornare.

Nell'area stampa, con Fiorella Mannoia

Nell’area stampa, con Fiorella Mannoia

Paola Turci ha fatto diverse “dediche” ai colpevoli: «Hanno creato questo casino, gli industriali, i ricconi, gli arroganti, i capi, hanno fatto i morti, si sono arricchiti sulla pelle e sulla dignità della gente» (ed a tutti loro è andato il suo “vaffanculo”, note di sblocnotes).

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Paola Turci. Il giorno dopo il concerto, in uno scambio di tweet con Red Ronnie, ha detto “Magnifica Red. Un Primo Maggio che ritrova i suoi contenuti. Taranto città simbolo. Una folla immensa. Musica alta!”

Tutti i musicisti partecipanti, nessuno escluso, credono in un’altra Taranto ed in un’altra Italia. 

L'elenco è lunghissimo, scelgo uno scatto sull'esibizione di Grazia Negro, trombettista e fisarmonicista elegante, e John Lui insieme a Donna Luminal. Si intravede Carlotta Mascolo, con la sua telecamera, incaricata di riprendere tutto l'evento dagli organizzatori.

L’elenco è lunghissimo, scelgo uno scatto sull’esibizione di Grazia Negro, trombettista e fisarmonicista elegante, e John Lui insieme a Donna Luminal. Si intravede Carlotta Mascolo, con la sua telecamera, incaricata di riprendere tutto l’evento dagli organizzatori.

Roy Paci, direttore artistico, ha ottenuto insieme alla squadra di lavoro l'intervento telefonico di Gino Strada, ora in Sudan.

Roy Paci, direttore artistico, ha ottenuto insieme alla squadra di lavoro l’intervento telefonico di Gino Strada, ora in Sudan.

E, così, nella mente tornano gli appelli dei 99 Posse contro il biocidio come la lettera di adesione di Vinicio Capossela e della Banda della Posta: «Il primo maggio a Taranto è una rara prova di un Paese di vitalità, non solo di ritrovi televisivi e spettacolo di svago. Taranto è esempio eclatante del contrasto del diritto al lavoro ed alla salute, lesi. Alzeremo un po’ di polvere ed apriremo la nube di veleno nella Magna Grecia dove agonismo e musica erano alla base del vivere civile».

Vinizio Capossela, ha ricordato quando giocava a pallone sotto la Concattedrale con suo cugino e si allattava a Birra raffo

Vinicio Capossela, ha ricordato quando giocava a pallone sotto la Concattedrale con suo cugino e si allattava a Birra raffo

La classe degli Afterhours ha chiuso il concertone quasi alle 2. Un privilegio esserci stati, hanno detto gli artisti.

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Afterhours. Alle loro spalle il logo “Si ai diritti no ai ricatti. Futuro, ma quale futuro?!”

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Un finale di classe con gli Afterhours. Erano le 2, poco più, poco meno.

Tutta l’Italia ha visto in streaming su youtube la diretta di Jo tv, con almeno 100.000 contatti, assommati agli oltre 100.000 del “Primo Maggio” di Taranto.

Fin qui avete letto le cronache del giornale. In una sintesi, non si fanno elenchi ma si evidenziano i concetti importanti. C’erano tra le 100.000 e le 200.000 persone ed ognuna di loro con il suo smartphone o tablet ha documentato il suo “Primo Maggio”, il suo perché, il suo artista, la sua associazione, il suo movimento civico. Basta cercare nei mondi infiniti raccontati nell’hashtag #1maggiotaranto