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Le crisalidi diventano sempre farfalle. “Gloria”, di Carlo Barbalucca, è solo l’inizio

Sempre più spesso, gli artisti mi fermano e mi chiedono “Perché  i giornali, in generale, pubblicano sempre meno recensioni vere e sempre più comunicati stampa senza personalità e taglio critico?”. Sempre più spesso, rispondo “Perché subiscono la dittatura di organizzatori e produttori convinti di dover gratificare gli sponsor”. Giusto? Secondo me e secondo tanti artisti alle prese con la prima, seconda, ennesima critica finta, stereotipata, omologata, in serie, del tipo “Grande Successo di Pubblico e di Critica”: No. Non è giusto. Perchè un vero artista ha bisogno di una vera critica artistica. Anzi, avrebbe il diritto di averla. 

Carlo Barbalucca

Carlo Barbalucca

Il 24 gennaio scorso, ho assistito, al Teatro Turoldo di Taranto, alla prima assoluta del cortometraggio “Gloria”, di Carlo Barbalucca. Produzione Acsi- Prometeo VideoLab (Raffaello Castellano, Maddalena D’Amicis), in collaborazione con HD Media, con il supporto promozionale dell’associazione “Eris”. La seconda proiezione è in programma a Grottaglie, il 7 Febbraio 2014, all’auditorium di via Messapia 5, della BCC, sempre ad ingresso libero.

Raffaello Castellano, Carlo Barbalucca ed il cast artistico: Silvio Gullì, Francesco Galasso, Rossella Fanigliulo, Daniela Delle Grottaglie, Walter Zaccaria (assente Giuseppe Borrillo)

Raffaello Castellano, Carlo Barbalucca ed il cast artistico: Silvio Gullì, Francesco Galasso, Rossella Fanigliulo, Daniela Delle Grottaglie, Valter Zaccaria (assente Giuseppe Borrillo)

Cast Tecnico: Maddalena D'Amicis, Simona De Bartolomeo, Marco Cardellicchio, Stefano Spinelli, Luigi Piepoli, Raffaello Castellano, Carlo Barbalucca

Cast Tecnico: Maddalena D’Amicis, Simona De Bartolomeo, Marco Cardellicchio, Stefano Spinelli, Luigi Piepoli, Raffaello Castellano, Carlo Barbalucca

Un tassista tarantino emigrato a Roma si imbatte in una cliente misteriosa, Gloria, la quale perde il suo portaocchiali nel suo taxi. Questo diventa il pretesto di un incontro. I punti di forza di questo corto sono stati la propensione alla ricerca di nuovi linguaggi di ripresa, del regista, Carlo Barbalucca. E “forse forse”, mi è parso di notarlo nei panni di comparsa in veste di cameriere di un bar (e siccome mi sono scordata di chiedergli conferma, resto con il dubbio!). Divertente la citazione di altri registi tarantini, Ivan Saudelli ed Armando De Vincentis, citati con l’espediente di un incrocio urbano inesistente: “Via Saudelli, angolo Via De Vincentis”. L’impegno di Luigi Piepoli, direttore della fotografia, di tentare di trasformare le luci luminose di Taranto nelle luci calde ed arancioni di Roma, va apprezzato. Le musiche originali di Mauro del Nero sono davvero indovinate e ricordano i crismi delle commedie brillanti all’italiana, dove la colonna sonora non è mai un sottofondo distratto ma caratterizza l’anima profonda di un film, in questo caso uno short movie, un cortometraggio.

Francesco Galasso, il cassiere, caratterista, è stata una simpatica rivelazione, davvero a suo agio, molto “cinematografico”.

Francesco Galasso

Francesco Galasso

I due protagonisti, Daniela delle Grottaglie, nei panni di Gloria, e Giuseppe Borrillo, nei panni di Fabio, propongono una recitazione, forse, ancora, non si sa se volontariamente o incidentalmente, vicina ai canoni del teatro di prosa, luogo artistico dove ad esempio Daniela Delle Grottaglie ha già raggiunto ottimi risultati.

Daniela Delle Grottaglie

Daniela Delle Grottaglie

Completano il cast: Silvio Gullì, il tassista barese “Mauro”; Rossella Fanigliulo, la moglie “Marta”, invisibile e dormiente di “Fabio”; ed alcune comparse. Taranto diventa Roma in diversi punti, come alla fine di Via Di Palma, alla Rampa Leonardo da Vinci, nei pressi di Mar Piccolo, in Villa Peripato, davanti al Museo Archeologico Nazionale, MarTa. I caratteri dei personaggi della sceneggiatura (di Carlo Barbalucca, ideatore del soggetto, e Simona De Bartolomeo) dovevano essere sviluppati di più. Questa carenza non riesce a dare un senso reale ad alcune azioni e reazioni nel corto. Qualche sfumatura comportamentale in più, qualche colorazione dell’anima, del vissuto dei personaggi, in più, probabilmente avrebbe aumentato lo spessore della trama. Ogni crisalide diventa farfalla se sa insistere con tenacia ed impegno. E le carte in regola per diventarlo e spiccare il volo questo giovane regista ce l’avrà, se saprà sempre guardare in avanti senza accontentarsi mai. Appena ventenne, ha dedicato la prima assoluta di “Gloria” allo scomparso e compianto autore di colonne sonore, Riz Ortolani, spesso collaboratore di Pupi Avati con il quale Carlo Barbalucca a settembre scorso aveva sperimentato un breve periodo di assistenza alla regia. Il valore enorme di questo lavoro è il senso della “squadra”, del “gruppo” portato avanti con il carisma di Carlo. E, secondo me, sentiremo parlare ancora di lui.

In bocca al lupo, di cuore.  

2 thoughts on “Le crisalidi diventano sempre farfalle. “Gloria”, di Carlo Barbalucca, è solo l’inizio

  1. Dico subito che l’analisi del corto, fatta da Francesca Rana, è precisa, puntuale. I pregi e i difetti evidenziati ci starebbero tutti: uso il condizionale solo perché, a proposito di questi ultimi, c’è una costante nella produzione di Carlo (e spero, anzi, incoraggio Francesca a visionare gli altri lavori, reperibili su YT). A lui il corto gli sta stretto, non saprebbe girare film di 5-6 minuti ma anche i canonici 15 non gli bastano: lui ama raccontare storie e vorrebbe allargarsi di più in minutaggio ma spesso i festival e i concorsi richiedono tempi stretti. I suoi sono veri e propri short film quindi, evidentemente già sogna i lungometraggi. Ma sa anche che per arrivare a tanto la strada è lunga, deve passare attraverso collaborazioni e conoscenze con i più grandi, imparare da essi. Con pazienza, con fatica, ampliando la già notevole cultura cinematografica che possiede evitando, come spesso accade per altri film-maker, di credere di essere arrivati o di essere “nati imparati”; senza guardare coloro che dispongono di mezzi e soldi: tanti dispongono di una Ferrari ma non sanno guidarla, ci vuole il talento.
    Il cinema è la sua vita, ci crede, lo vuole.
    (P.s.: sì, è lui in quella scena al bar. Reminiscenze Hitchcokiane).

  2. Grazie di aver commentato. E grazie di aver dato pubblicamente conferma della comparsata nel corto. Magari, si, capiterà di guardare gli altri lavori. Auguro a Carlo di arrivare al traguardo del lungometraggio. Ognuno di noi, nel proprio campo, ha sogni, e percorre strade tortuose, spesso avendo spunti, intuizioni e non mezzi. La strada è in salita. Speriamo di poter arrivare in fondo alla salita con un bel bagaglio. La sfida più grande, e lo dico in prima persona, è poter recepire gli umori, elaborarli, e poter fare un passo in più con nuove conferme e o ulteriori consapevolezze. In bocca al lupo.

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