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Le mie migliori serate al cinema del 2014: “La mafia uccide solo d’estate”

Mi ero persa questo film nelle sale, quando ho scoperto l’altro ieri di poterlo recuperare nella rassegna del “Lunedì del Cinema Universitario” al Cinema Savoia di Taranto.

 

Se potessi immaginare una definizione ideale, mi piacerebbe pensare al film “La Mafia uccide solo d’estate” come ad un “Docu Cunto Musicato”, ricordando la tradizione delle favole siciliane su epiche gesta.

Dentro di se, racchiude: il fascino del cantastorie con i ritmi travolgenti delle musiche di Santi Pulvirenti; i canoni del romanzo storico perchè racconta storie vere con un pizzico di poesia, fantasia, un comico ed ironico sarcasmo, le radici delle pantomime, la satira; il documentario, con sequenze di filmati d’epoca sulle stragi di Mafia.

La voce narrante è dello stesso attore protagonista, Pif, Pierfrancesco Diliberto, regista, soggettista e co-sceneggiatore.

Ci accompagna, insieme alla colonna sonora, nella sua crescita di bambino, Arturo, alle prese con la Mafia di Palermo e Roma.

La semplicità di una cotta verso una bimba, Flora, viaggia parallelamente alle storie dei personaggi di Mafia ed Antimafia, ognuno capace di lasciare un insegnamento di vita nelle tappe della vita.

Si sorride, si ride ed ogni tanto brividi e pelle d’oca si impadroniscono di te, quando il protagonista osserva la tragicità della Mafia nella vita reale.

Il ciel sereno ti avvolge fino a quei fulmini crudeli, dirompenti, raggelanti, ciclici nel film.

Un episodio meraviglioso riguarda Arturo e la sua intervista al generale Dalla Chiesa, come giornalista per un giorno, vincitore di un concorso scolastico.

Aveva chiesto al generale perchè era a Palermo, se come diceva Andreotti la criminalità era solo in Campania e Calabria. E quando avevano ammazzato pure il generale, si era confidato con il suo amico giornalista, affittuario di casa del nonno, e aveva confessato il suo rammarico perchè non aveva potuto chiedere scusa al generale dopo quella domanda. Avrebbe voluto chiedere ad Andreotti perchè aveva mentito, però al funerale lui non c’era e quella domanda non aveva potuto fargliela più.

Francesco, il giornalista adulto, gli da un insegnamento: scegliere fonti autorevoli quando deve scrivere un articolo.

Un nodo in gola…quando Arturo, diventato padre, porta suo figlio a rendere omaggio a tutte le vittime delle stragi di Mafia.

In quel momento, si piange e la realtà storica ti trafigge durante il finale di questo romanzo storico.

Un bel film d’autore, una bella pagina di cinema destinata a lasciare un segno.

La sua essenza potrà coglierla fino in fondo solo chi sceglierà di vedere il film. Una chiave nuova di educazione e racconto della Mafia, con un linguaggio moderno, dinamico, adatto alle nuove generazioni.

 http://www.lamafiauccidesolodestate.com/

http://www.01distribution.it/film/la-mafia-uccide-solo-d-estate