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Chiacchiere tra Odg Puglia e Giornalisti di Taranto su: Equo Compenso, Tessere dei Pubblicisti False, Inpgi, Consiglio di Disciplina su Etica e Deontologia, Uffici Stampa e Abusi

Valentino Losito in piedi, al tavolo con altri consiglieri Odg Puglia

Valentino Losito in piedi, al tavolo con altri consiglieri Odg Puglia

Le notizie, in pillole…., dall’assemblea mattutina del 17 giugno 2013, del direttivo dell’Ordine dei Giornalisti della Puglia (d’ora in poi, Odg) con la stampa di Taranto nel Salone degli Specchi di Palazzo di Città (essenzialmente ambienti vicini ad Assostampa Puglia, ad occhio e croce, pur dovendo essere un incontro rivolto indistintamente a tutti…):

  • Presto on line il nuovo sito internet dell’Odg;

  • Impegno ad essere trasparenti;

  • Richiesta agli scritti di segnalare e comunicare con l’Odg;

  • Sarà inviata lettera ai sindaci, innanzitutto, sul rispetto delle legge 150 sugli uffici stampa (diversi primi cittadini, in Puglia, sono giornalisti, tra l’altro);

  • Si punta a restringere l’accesso all’albo dei pubblicisti.

  • Il Consiglio di Disciplina, su etica e deontologia, non farà sconti a nessuno (Ambiente Svenduto/Ilva, Caso Scazzi);

  • Quello del 17 giugno 2013, sarebbe il primo di una serie di incontri (con la trasparenza, si può migliorare, sempre).

Vi racconto il mio 17 giugno 2013. Un collega, precario, autore di un reportage sul giornalismo precario a Taranto, viene a sapere, leggendo un’agenzia stampa Agi, della convocazione di un incontro, questo lunedì, del nuovo direttivo dell’Ordine dei Giornalisti della Puglia con la stampa locale tarantina. Suddiviso in due momenti: uno nel salone degli specchi di Palazzo di Città dalle 10 in poi; l’altro al Corriere del Giorno, nel primo pomeriggio.

Vado sul sito dell’odg della Puglia e noto l’assenza della notizia sulla convocazione.

Via facebook, e via mail mirate ad alcuni giornalisti, gira la voce dell’incontro. Alcuni precari vengono a saperlo tardi. Pochi riescono ad andarci. Le testate giornalistiche registrate non invogliano tutti i loro redattori o collaboratori, liberi, ad andare. Chi lo viene a sapere, ci va, se può.

Io, pur essendo iscritta in Lazio e non in Puglia, non ho impegni e ci vado.

Il primo interrogativo me lo pongo in premessa: Può chi ha fatto parte della categoria dei garantiti fino ad oggi affrontare con serenità i problemi dei precari? Possono i precari avere il coraggio di partecipare e parlare in presenza dei contrattualizzati garantiti delle redazioni nelle quali hanno collaborato in questi anni ed in alcuni casi collaborano ancora?

Arrivo alle 10.30 circa, con uno scopo: capire se l’incontro era utile a qualcuno o a qualcosa. E, sicuramente la risposta è, secondo me, mio modestissimo parere: era utile a chi ha rendite di posizione.

Accesso all’Albo dei Pubbicisti, Professionisti Freelance, Equo Compenso, Inpgi e Gestione Separata Inpgi

La battaglia nella quale sembrano venire fuori gli artigli è quella della regolamentazione dell’accesso alla professione, e specialmente all’albo dei pubblicisti o dei professionisti freelance, dopo aver notato quanto pochi siano i pubblicisti iscritti all’Inpgi (e gli editori quando saranno sanzionati? E le ispezioni quando le faranno?).

Ci sono perplessità, inoltre, tra i nuovi eletti di Odg, sull’Equo Compenso. Secondo alcuni, infatti, questa regolamentazione metterebbe a rischio i contratti rivolti agli articoli 1 nei giornali. Eppure, colleghe precarie presenti avrebbero sentito mormorii così riassumibili: Invece di selezionare più rigorosamente le prossime domande di iscrizione all’albo dei pubblicisti perché non eliminano i pensionati (ai quali spesso si consente di andare in pensione e tornare a lavoro come collaboratori) ed incentivano i pagamenti ai collaboratori? Se, tra tanti iscritti, pochi versano le quote all’ Inpgi, non si spiegano il perchè? (E soprattutto, se la colpa è di editori e redazioni complici, perchè si sanziona solo chi, giornalista, non paga Inpgi e Gestione Seperata Inpgi 2, e non si controlla se gli editori rispettano le regole? Come prevede la legge sull’Equo Compenso?). Insomma, gli anelli deboli si sono sentiti lontani anni luce, in un altro pianeta, costellazione, galassia, universo.

Detto in modo stringatissimissimo, in teoria, i giornalisti sono: professionisti con praticantato di varie forme ed esame superato dopo aver lavorato 18 mesi pagati secondo le regole; pubblicisti iscritti potenzialmente ad un qualisiasi altro albo (avvocati, medici, architetti) ed a quello dei giornalisti pubblicisti…Ecco, da almeno 15 anni, in molti (me compresa) sono stati confinati forzatamente nell’albo dei pubblicisti pur non facendo altri mestieri (perchè così la tua carriera ad un certo punto si ferma e non vai oltre, direbbe Sherlock al fido Watson).

Ed allora…immaginate quanto possa dare ai nervi, ad un aspirante giornalista, oggi, nel 2013, al quale hanno detto, grosso modo questo: “Se non diventi pubblicista, fai esercizio abusivo della professione. E, siccome il praticantato per fare l’esame di Stato non te lo paghiamo, se vuoi firmi una carta sui due anni di pagamenti ed affermi di essere stato retribuito” …Già immaginate cosa provano i giovani precari ancora fuori dall’ordine a sentirsi apostrofare come abusivi quando i principali colpevoli sono gli editori, i redattori ed i cdr, e chi non li sanziona mai e li lascia fare…. Immaginate cosa provano ad essere trattati come occupanti abusivi solo perchè vogliono fare la gavetta esattamente come chi ha iniziato in anni più fortunati…Si….immaginate…E, così, questi ragazzi ascoltano e non dicono nulla….e soffrono….

E, poi, pensate ai nervi a fior di pelle, quando si parla di pochi iscritti all’Inpgi quando la colpa è sempre di editori e redazioni perchè costringono i precari ad accettare cessioni di diritto d’autore con contributi Inps come pagamenti, e li fanno lavorare d’estate, nelle redazioni, abusivamente.

Si, pensateci….Però editori, redattori, cooperative, sono sempre sul podio, loro, le vittime precarie, mai….

Il consigliere di Odg, Gianfranco Summo, menzionato pure dopo, ha toccato questo aspetto: «La Puglia detiene il poco invidiabile primato di essere la peggior regione d’Italia, dopo la Campania, nel rapporto tra iscrtti all’Ordine ed iscritti all’Inpgi. Cosa è il pubblicista o il precario o il professionista disoccupato? Ormai, con la demogagia dei sedicenti movimenti di informazione precaria, si unisce tutto. Se uno fa il notaio, il geometra, e poi scrive, fa il pubblicista. Se un collega è professionista di fatto e lavora per più testate, è un freelance. Se è senza lavoro è un disoccupato o un precario. Aver mischiato tutto ha creato mostri. I mostri sono i pubblicisti di tesserino e professionisti di fatto (ora mi chiedo se siamo tutti mostri….e questi mostri chi li ha creati se non editori e redazioni??? Ostili alla pratica ordinaria??). C’è un problema di coscienza. Stabiliamolo insieme. Quando arriva una pratica dell’aspirante pubblicista, i consiglieri dell’Ordine non hanno nessuno strumento per capire se quel collega ha scritto gratis o no. Lo sappiamo come funziona. I colleghi devono dirci dove c’è rispetto del lavoro. O c’è un patto scellerato “Tu scrivi gratis, le ritenute te le paghi ed ottieni il tesserino”. Se da uno stesso sito internet, arrivano 30 richieste a volta, andiamo a verificare…Taranto e Lecce, sono prese d’assalto da avventurieri delle tv locali a costo zero, lavoratori gratis, interviste markette. In Puglia, ci sono 42 tv locali, tante quante sono in Germania».

Due chiacchiere con Valentino Losito, presidente Odg, a nome dei “Giornalisti Precari di Taranto” su: accesso alla professione, tessere false, ricongiungimento, provvedimenti disciplinari a chi viola etica e deontologia.

Alcuni collaboratori di Taranto, sono pubblicisti, altri freelance, altri si trovano tra chi aspira a diventare giornalista, lavora senza un soldo, con la promessa di potersi iscrivere pagando da se (fenomeno denominato “tessere false”). Illusi, non colpevoli di avere una ispirazione. Cosa intende fare Odg? Penalizzare gli aspiranti giornalisti o chi li illude?

Lei attribuisce al sindacato il compito di occuparsi di Equo Compenso. Eppure, l’Ordine Nazionale si è occupato di precariato, Equo Compenso, Ricongiungiimento di pubblicisti costretti a rimanere in quell’albo perchè i giornali hanno impedito i praticantati, cosa dice?

Ha parlato di Etica e Deontologia, sappiamo di alcuni provvedimenti, a riguardo, su alcune questioni e fatti recenti, in vista. Cosa possiamo dire a chi vuole fare questo lavoro in modo onesto?

«Il sogno di fare questa professione – mi risponde Losito – non si può impedire a nessuno. D’altro canto, noi che facciamo questo mestiere, lo abbiamo sognato, ed in qualche modo questo sogno lo abbiamo realizzato. Guarderemo con grande attenzione alle nuove domande di iscrizione, provenienti dai giovani aspiranti pubblicisti. Faremo approfondimenti per accertarci che, a fronte di una domanda, ci sia un’attività di giornalismo svolta e retribuita. Accompagneremo i giovani pubblicisti, poi, con la formazione. Per legge, siamo tenuti a rivedere l’albo, e ad escludere chi non svolge questa attività in modo apprezzabile, di 2000 l’euro l’anno, a livello nazionale (sarà questo ancora il parametro?). Riguardo al ricongiungiimento dei pubblicisti, (in attesa del trasferimento della delibera dell’Ordine Nazionale agli Ordini Regionali e dell’avvio della presentazione delle domande, forse dopo l’estate, in tutta Italia) ci sono troppi canali di accesso alla professione. L’accesso deve avvenire attraverso il praticantato (ovvero quello impedito dagli editori), ed una formazione scientifica ed universitaria (questo vale per il futuro). Le situazioni di mezzo dovranno intanto essere risolte, però tendendo a qualificare e restringere l’accesso alla professione. Relativamente ai provvedimenti disciplinari relativi a fatti recenti, è un altro compito riservato all’ordine. Il Consiglio dell’Ordine ed il Presidente del Tribunale indicano i componenti del “Consiglio di Disciplina”. Ho diritto di partecipare alle riunioni. Staremo molto attenti. La credibilità è il terreno sul quale ci giochiamo il futuro della nostra professione. Quindi, senza intenzioni punitive ma senza sconti. Così come non li abbiamo fatti alla classe politica, non dobbiamo farli a noi stessi”.

In assemblea, aveva detto, in sintesi: “L’Ordine dei Giornalisti serve, solo, se serve alla professione. La formazione è importante. Giovani e meno giovani devono impadronirsi dei nuovi strumenti. Avremo un nuovo sito internet con linee programmatiche. La Legge del ’63 offre i suoi limiti. Dobbiamo snellire la macchina burocratica. A proposito di precariato o Equo Compenso, spetta al sindacato occuparsene (e secondo molti non lo ha fatto per niente) ma non ci tireremo indietro. Non dobbiamo fare il tesserinificio dei pubblicisti, quella è demagogia. Non tutti infatti sono iscritti all’Inpgi. Occorre una profonda riflessione. Dobbiamo alzare la soglia di attenzione sulle illusioni”.

Alle colleghe di Studio 100 e Blustar ha dichiarato: «Vogliamo dare un segno di vicinanza, “non formale”. E cercare di contribuire, nei limiti del ruolo dell’Ordine, a venire fuori dalla crisi economica ed etica. Libertà, responsabilità, professionalità sono le tre stelle polari. C’è grande coscienza dei problemi. C’era bisogno di incontrarsi. La quantità degli interventi dimostra la voglia di uscirne. L’Ordine deve essere al loro servizio e servire allo sviluppo della professione. Il rispetto del contratto nazionale del lavoro e della legge sull’Equo Compenso è in capo al sindacato. L’ordine potrà e dovrà affiancare l’azione in difesa di quantità e qualità. Possiamo fare molto per non ampliare il precariato. All’ordine, devono essere iscritti i giornalisti, chi lo fa in modo apprezzabile, producendo reddito. Alzeremo la soglia di attenzione sull’accesso alla professione. La riforma prevede l’aggiornamento professionale continuo. Decentreremo la formazione sul territorio, rivolta a giovani e più anziani. L’innovazione non è un lusso ma una necessità. Garantiremo, quando possibile, l’accesso gratuito ai corsi».

Sulla revisione degli albi, è tornato alla fine dell’assemblea: «I primi segnali sono di segno opposto. O la categoria ci crede davvero al rinnovamento… Ho l’impressione che il “corpaccione” della categoria non lo voglia. Avremo dei problemi quando andremo a toccare veramente la revisione. I primi segnali ci sono stati dopo gli esiti elettorali…Se, in passato, l’ordine è stato opaco, ora sarà la casa dei giornalisti».

Il Consiglio di Disciplina dell’Odg della Puglia ed il bubbone “Ambiente Svenduto”

Rossella Grandolfo avrebbe dovuto avere un ruolo nei consigli territoriali disciplinari, ma a quanto pare è tra chi ha rinunciato. «Si è già formato il Consiglio Territoriale di Disciplina, come in tutte le regioni. Composto da 9 membri. Quattro consiglieri, tra cui la sottoscritta, per varie ragioni, sono venuti meno (quindi sarebbero al loro posto solo 5 membri su 9). Il capitolo disciplinare sarà di loro competenza. Invito i colleghi a farsi sentire, interagire con l’Ordine, riccorendo a mail e numeri di telefono».

In attesa di capire chi subentrerà, la stessa, facendo due chiacchiere con me a fine assemblea, quando le ho chiesto se si sa qualcosa dei provvedimenti relativi ai giornalisti intercettati in “Ambiente Svenduto/Ilva”, ha definito, dimostrando consapevolezza della delicatezza della questione, “bubbone”, il caso ereditato dal Consiglio di Diciplina. In quanto, pare, il direttivo precedente, abbia rinviato la valutazione. Un ampio dossier sarebbe al vaglio. Ed ora capiremo presto quando e come si prenderanno le decisioni attese. Una certezza, ci sarebbe. Un pronunciamento ci sarà, perchè i riflettori sarebbero tutti puntati su questo Consiglio Territoriale, all’ombra del Caso Ilva. E, dunque, ci sarebbe la volontà di esprimersi su questo e su altri episodi legati ad esposti sul Caso Scazzi di Avetrana.

Comunicazione, Informazione, Uffici Stampa, Giornalisti Mostri, nell’intervento di Gianfranco Summo, neo consigliere.

«Comunicazione ed informazione – ha detto – non sono la stessa cosa. E spesso ci sono equivoci deontologici. Non è accettabile essere giornalista della Gazzetta, ufficio stampa dell’ente, addetto stampa dell’onorevole, sotto capo ufficio stampa della squadra di Basket, etc. Quando capita che si scopre che uno è corrispondente della Gazzetta (un quotidiano a caso), e poi fa l’addetto stampa dell’Asl e scrive sul giornale un pezzo sull’Asl, beh, quella roba va denunciata! (Qui, casca l’asino…i colleghi non denunciano ma sono ben felici di questo sistema…). Sarà pure un amico, un vicino di casa, non importa. Non si può accettare. Se l’ordine sa, può intervenire. Se sa, e non interviene, è colpevole. Se sa, interviene, fa quello per cui esiste, e fa rispettare la deontologia».

Altri interventi in pillole: Secondo Gianni Svaldi, Corriere del Giorno, C’è il divide et impera tra giornalisti. La Politica attacca e premia solo in “velinari”, chi copia ed incolla i comunicati stampa. “Taranto vive dinamiche terzomondiste”. I giornali dovrebbero essere sentinelle del potere. Facile quando si parla di sagre. Meno quando si parla di politica o cronaca. Bisogna “Fare pulizia degli elenchi. Chi fa il giornalista, sia giornalista con tutte le responsabilità del caso”; Pippo Mazzarino, già Gazzetta del Mezzogiorno, in pensione, giudica importante la selezione nell’accesso alla professione. Si dichiara contrario alle tessere false dei pubblicisti (ovvero, quando gli editori illudono aspiranti giornalisti, facendoli lavorare gratis e poi facendo attestare di aver ricevuto compensi finalizzati all’iscrizione all’albo). Perchè alterano le elezioni nell’Odg; Sergio Pargoletti, recentemente nell’ufficio stampa della Provincia ricordava quando arrivavano, ai consigli provinciali, giornalisti non informati e preparati. Serve formazione continua ed autocritica – diceva – mentre, nei giornali, ci sono addetti stampa occulti. Su tutto il resto – ha concluso – si attende la Magistratura (A cosa si riferiva? Non sappiamo ma qualcuno ha pensato all’inchiesta “Ambiente Svenduto” ed ai giornalisti intercettati a margine delle indagini sul Disastro Ambientale e Doloso ed Avvelenamento dell’Ilva, tuttavia è solo una mia supposizione). Michele Tursi, del Corriere del Giorno, ha aggiunto: «Qualcuno ha avuto problemi giudiziari. L’ordine se ne interesserà. Ma non buttiamo il bambino con l’acqua sporca». Vittorio Ricapito, freelance sottolineava come vi sia necessità di avere le assicurazioni, e ci sia il problema della firme abusive, in giornali ed aziende pubbliche, dove in molti non sono iscritti agli albi professionali. Francesco Casula, freelance, ha parlato delle coperture legali: «Il Fatto Quotidiano mi mette a disposizione l’avvocato. Ma colleghi, a volte più bravi di me, con la sfortunta di lavorare altrove, precari, senza coperture legali, come fanno se vengono querelati?». E, poi, ha ricordato quante testate facciano markette. Nico Pillinini, vignettista, anni nella Gazzetta del Mezzogiorno, fa una battuta agganciata alla dura realtà: «Come siamo arrivati a questo punto? 5 euro a pezzo sono una nefandezza. Dobbiamo essere giornalisti giornalisti come Siani? O fare i passacarte?». Luisa Campatelli, Corriere del Giorno, lancia un grido di dolore: «Non possiamo pagare i collaboratori. Rischiamo di vendere il Corriere del Giorno. Abbiamo problemi, noi stessi. E, spesso, rinunciamo ai nostri stipendi».

Ecco la mia giornata, chi ha altro da aggiungere, commenti pure. Il mio è un sassolino nello stagno. E, detto da me, è un sassolino “doc”!

5 thoughts on “Chiacchiere tra Odg Puglia e Giornalisti di Taranto su: Equo Compenso, Tessere dei Pubblicisti False, Inpgi, Consiglio di Disciplina su Etica e Deontologia, Uffici Stampa e Abusi

  1. brava francesca, hai esattamente riportato i contenuti della giornata, ma soprattutto le impressioni, i timori e gli interrogativi espressi sotto voce da noi (precari sul serio), che stiamo cercando di percorrere la strada della gavetta con prospettive alquanto scoraggianti…viva la passione per questo lavoro, aggiungerei, che non ci fa mai demordere

  2. Ciao Francesca, mi dispiace leggere le tue “deludenti” esternazioni. Evidentemente non hai ascoltato il mio intervento giunto quasi alla fine di un incontro che si era svuotato di presenze. Io sono disoccupata, precaria e non garantita da niente e da nessuno. Almeno oggi, fino a due mesi fa credevo di avere un lavoro consolidato e stabile all’interno della mia redazione. Una emittente, Teleregione che oramai è morta. Siamo in 25 ad essere senza lavoro e dimenticati da tutti o quasi. Certamente dalle istituzioni, sostenuti dal nostro sindacato. Mi onoro di far parte del consiglio da appena qualche settimana e come ho detto ai pochi superstiti presenti, ho tutte le intenzioni di non abbandonare nessuno e volgere la mia attenzione, insieme agli altri colleghi pubblicisti ( Labia e Antonucci) a coloro che amano questa professione e non riescono a svolgerla come dovrebbero, causa pseudo editori, che nella vita dovrebbero fare certamente altro. Mi riferisco ai giovani colleghi, ai cassintegrati, disoccupati, e non garantiti. Tante cose che hai scritto sono verissime, ma stai certa che non sei sola !
    Sono a tua completa disposizione per qualsiasi risposta o aiuto occorra, non solo a te, ma a tutta la categoria
    Patrizia Camassa consigliere Odg Puglia

    • Cara Patrizia, hai ragione, hai detto queste cose. Se l’omissione ti è parsa uno sgarbo, ti chiedo scusa ed hai fatto bene a ribadirle. Ma il mio non era un resoconto cronistico. Questo è un blog, un luogo dove si passa dalla cronaca all’emozione, alla propria visione delle cose. Era una riflessione su alcune questioni troppe volte sotto silenzio. Siamo sempre stati abituati a dibattiti nei quali lo schema era molto rigido. Invece, la categoria dei precari è piena di atipicità. Ed a mio avviso bisogna iniziare a raccontarle con un po’ di durezza. Togliendo un velo a finte ipocrisie. Alcuni ragazzi di Taranto, lo hanno saputo per caso di questo incontro, leggendo un’agenzia. Nessuno li ha avvisati. Nessuno ha chiesto loro di partecipare. Questo, comunque la giriamo, è sbagliato. Alcuni di loro avrebbero voluto partecipare ma non si sono potuti organizzare. Io l’ho fatto, avvisata da loro, non da altri, perchè ero libera, nonostante io non sia iscritta all’Ordine della Puglia ma del Lazio. Tu hai raccontato il tuo caso personale. Vero. Ma ciò non toglie che le problematiche generali vadano spiegate sotto più sfumature. Mi fa piacere aver suscitato la tua reazione. Pensi che l’avresti avuta, se il mio fosse stato un edulcorato post di circostanza? Tipo: “Si è svolto questo, hanno detto questo…”? Non credo. Ed i problemi sarebbero rimasti tra le budella aggrovigliate di chi non ha la forza di raccontare. Sono lieta della tua risposta e la segnalerò ai precari di Taranto. Buona Giornata. Buon Lavoro ed in bocca al lupo. Colgo l’occasione per condividere con te un auspciio: no al tesserinificio? Beh che questo valga anche per i privilegiati dalle lobby dei giornalisti sindacalisti. Ti saluto cordialmente.

  3. Francesca, hai ragione sul fatto che sul sito dell’ordine non è apparso nulla, purtroppo è stata una svista della segreteria che ti prometto non accadrà più. Comunque io su FB proprio sull’account dei giornalisti precari di puglia, lo avevo scritto. In ogni caso, tranquilla nessuno sgarbo, sono convinta come te che le ipocrisie devono cessare e dobbiamo essere onesti e realisti. Ho iniziato la mia professione dovendo andare a scrivere a Roma, per una casa editrice, perchè qui nessuno aveva voglia di fare le cose per bene, poi sono tornata a Bari e i risultati sono quelli di oggi. Sappi che da parte mia c’è la seria volontà di ascoltarvi e fare qualcosa di concreto. Ho partecipato a Bari ad una riunione dei colleghi precari e intendo continuare a darvi voce. Siamo una categoria e quindi andare nella stessa direzione. Crefo di poter parlare anche a nome degli altri. A presto. Patrizia

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