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A riflettori spenti del Primo Maggio, i principi ispiratori si radicano nella Taranto che vuole vivere

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Striscione finale del 1° Maggio a Taranto

Striscione finale del 1° Maggio a Taranto

La Taranto con la voglia di rinascere, resistere, proporre, controllare, cambiare, si è svegliata dopo il 1° maggio 2013, ed il concerto ribattezzato mediaticamente “contro concertone”. E, quando si è svegliata, è ripartita dalle radici della sua forza propulsiva. Dalla voglia di proteggere le sue perle. Con ancora nelle orecchie i moniti di Fiorella Mannoia sul bisogno di unità in questo percorso. E con l’orgoglio di aver sensibilizzato artisti come Silvestri, Capossela, Elio e le Storie Tese, Modena City Ramblers, Nannini, a parlare di Taranto e del suo dramma dal palco di Roma o in video messaggi personalizzati. Passata quella voglia di festeggiare insieme, ascoltare musica, parlare di lavoro e ricatti, sulla scia dell’entusiasmo di Michele Riondino e del Comitato Cittadini Lavoratori Liberi e Pensanti, ora resta il ricordo di quell’apecar-segnale proiettato sulle torri affacciate sul parco archeologico delle mura greche. Pronto ad essere proiettato chissà dove il 2 agosto 2013, anniversario dell’irruzione dell’apecar in Piazza della Vittoria alla manifestazione dei sindacati confederali.

Area dibattito del 1° Maggio

Area dibattito del 1° Maggio

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E resta il bisogno di proseguire uniti, senza cadere nella trappola delle divisioni sociali, sempre insidiose nel mettere i lavoratori del siderurgico, dell’indotto metalmeccanico, contro i cittadini e gli ambientalisti. Aspettando impaziententemente la sentenza della Corte Costituzionale sulla legge Salva Ilva. Il vessillo dell’apecar custodisce il meglio dei lavoratori tarantini delle industrie, pronti a rischiare in prima persona, denunciare le irregolarità nella fabbrica, l’impossibilità di risanare impianti obsoleti, i veleni riversati nella città, nella flora, nella fauna, nella salute delle persone, e dei bambini. Sentire, ancora una volta, Cataldo Ranieri urlare di non essere disposto a lavori assassini, ad implorare un intervento dello Stato, commuove, e quel groppo in gola stavolta l’hanno provato grandi artisti, venuti da fuori a sposare la causa di Taranto.

Landscape Choreography

Landscape Choreography

Landsacape Choreography

Landsacape Choreography

Quel groppo in gola è il carburante della Taranto migliore, da tempo. Quella dei ragazzi dei laboratori urbani del parco archeologico, Landscape Choreography. Delle associazioni e cooperative impegnate nella comunicazione e nell’assistenza socio-sanitaria. Di chi con il suo operato accende i riflettori sul Fiume Galeso, sulla Palude la Vela in Mar Piccolo, sull’arte veicolo di messaggi importanti. A volte, di fronte a questo amore per Taranto mi sento inadeguata. Mi chiedo se la amo allo stesso modo. O forse mi incanto a vedere riflessi i miei sentimenti non detti attraverso la spontaneità di gruppi ed associazioni tenacemente radicati nel territorio e con la voglia di difenderlo a tutti i costi. Sono ancora alla ricerca della mia risposta. Nel frattempo, sono al loro fianco. E voglio raccontarvi luoghi e situazioni con una carrellata di immagini, spiegando quali risorse umane e ambientali hanno portato gli organizzatori a voler lanciare quel messaggio “Si ai Diritti, No ai Ricatti”, quello storico 1° maggio 2013, quando grazie alla solidarietà tra artisti, la campagna in favore della Lingua Lis, Linguaggio dei Segni, e la Vertenza Taranto, hanno unito su un pentagramma emozionale Roma e la Magna Grecia, la Taranto Spartana.

Quadro di Aurora Cubiciotti, evento "Taranto Libera 2" degli Aut, ora a Palazzo di Città a Taranto

Quadro di Aurora Cubiciotti, evento “Taranto Libera 2” degli Aut, ora a Palazzo di Città a Taranto

Uno dei tanti quadri ispirati ai versi della canzone "Taranto Libera". Il primo è l'attentato alla giustizia

Uno dei tanti quadri ispirati ai versi della canzone “Taranto Libera”. Il primo è l’attentato alla giustizia

Il wwf guida gli appassionati alla Palude la Vela, su Mar Piccolo

Il wwf guida gli appassionati alla Palude la Vela, su Mar Piccolo

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Palude La Vela, Oasi, visitabile prenotandosi al wwf di Taranto.

Palude La Vela, Oasi, visitabile prenotandosi al wwf di Taranto.

Mar Piccolo visto dall'area del potenziale Parco del Galeso

Mar Piccolo visto dall’area del potenziale Parco del Galeso

Uno scatto del 2004, passeggiando sulle sponde del Fiume Galeso di Taranto.

Uno scatto del 2004, passeggiando sulle sponde del Fiume Galeso di Taranto.