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Chetamente, ripensando al ritorno del Magna Grecia Awards a Castellaneta grazie a quella “testa dura” di Fabio Salvatore

Chetamente…oggi ho pensato di raccontarvi cosa ho vissuto, pensato e provato durante l’edizione castellanetana del premio “Magna Grecia Awards 2013”.

Passo dopo passo, con caparbietà, Fabio Salvatore sta riuscendo a trasformare la sua idea, la sua creatura, “I Magna Grecia Awards” in un appuntamento annuale e costante nel tempo.

Dopo tante migrazioni, era riuscito a riportarlo a Castellaneta, in provincia di Taranto, al Teatro Valentino, il 22 marzo 2013. Una conduzione emozionata ha veicolato sensazioni emozionanti, a tratti teneramente commuoventi. Rilanciate con il motto delicato “Chetamente”.

L’emotività, quella sera, era maggiore perchè si tornava a Castellaneta dopo anni, per la prima volta, da quando “Franco Salvatore”, il papà dei fratelli Salvatore, Fabio, il conduttore ed attore, ed Alessandro, addetto stampa dell’evento e mio “collegamico”, è scomparso: salito in cielo nel 2008, come Fabio ripeteva spesso da credente osservante, ucciso da un pirata della strada, individuato.

Dicevo, anzi scrivevo, che c’era una platea amica, di amici, conoscenti della città della famiglia promotrice del premio.

E, siccome quando si blogga si va oltre il dettaglio, e si esplorano le sensazioni, da spettatore, proviamoci.

Sicuramente, ho ascoltato con attenzione e concentrazione le parole del giudice, Nicola Gratteri, una vita contro la ‘ndrangheta, insignito del premio in memoria di Franco Salvatore.

Poi c’erano: Catena Fiorello, a parlare del suo libro, il cantante Nek…anzi, Filippo Neviani, presidente onorario, la tennista, Mara Sant’Angelo.

“Questo si chiama amore” era stato definito come il fil rouge della sedicesima edizione, in omaggio al leggendario Maestro Armando Trovajoli, in partenariato con l’Unicef, con il supporto di Dub Promotion.

La serata filava, io mi trovavo in galleria e pensavo sempre, come se avessi un tarlo nella mente, alla testa dura di Fabio, ed al supporto slenzioso di Alessandro.

Ed ecco i premi consegnati, le “stelle” del Magna Grecia Award: il “Livio Andronico” all’illustratore e scrittore pugliese Francesco Carofiglio; il “Rodolfo Valentino” a Carolina Crescentini, la quale sogna di fare la goffa in un film, perchè si sentirebbe così nella vita, ed ha raccontato i problemi nella distribuzione dei film italiani e la difficoltà degli attori di trovare ruoli adatti; “Agorà”, al giornalista di Uno Mattina, Franco Di Mare; il “Talìa” a Beatrice Fazi, la Melina di un “Medico in Famiglia”; Il “Value Antonio Gugliotti” a Rosalba Forciniti, oro nel judo a Londra 2012; il “Giovanni Paisiello” al flautista, Andrea Griminelli.

Questa edizione numero 16, o XVI se preferite, è stata un po’ talk show, un po’ intervista (Fabio, che da grande vuoi fare Marzullo o Costanzo?), un po’ gag, un po’ musica leggera, un po’ musica classica, un po’ denuncia delle infiltrazioni mafiose e ‘ndranghetiste nella vita quotidiana.

Infine, è stata un po’, anzi tanto, parecchio: un monito sulla sicurezza stradale e sulle responsabilità di chi ha sbagliato, al ritorno da una discoteca, togliendo all’affetto dei suoi cari, questo papà Franco alla sua famiglia.

Sto scrivendo questo post mentre le melodie di Trovajoli mi sussurrano note tali e quali ad una ninna nanna romantica. Chissà se mi sono spiegata bene ….chetamente…come consiglia Fabio nella sua pagina facebook e nel suo tormentone di questo periodo.

Ah, dimenticavo, secondo me, in fondo, è molto “sbloccher” anche lui! 🙂