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Si lancia l’idea “Incateniamoci all’Ilva” al sit-in contro l’incostituzionale “Salva Ilva/Ammazza Taranto” a sostegno della Magistratura

Increduli, si è arrivati a questo punto, a costringere i cittadini, gli ambientalisti, i lavoratori ad organizzare un sit-in, probabilmente con l’intenzione di trasformarlo in presidio permanente, davanti alla Prefettura di Taranto. Un sit-in per dire “Si alla Magistratura e no al Governo”, per dire “Basta” e per dire “Si al lavoro svolto dalla Magistratura e No alle scelte scellerate di un Governo che Ci sta svendendo: questo è il momento di alzare la testa. Taranto Risorgi!” Il si è ad un ventennio di battaglie di Franco Sebastio, oggi procuratore capo della Repubblica di Taranto, da quando era in Pretura, alla ricerca di una strategia contro l’inquinamento ambientale ed il rischio sanitario insostenibile correlato ai fumi industriali ed alle contaminazioni di aria, flora, fauna, tutto. Si a tutte le indagini ed esposti alla base dell’incidente probatorio, del sequestro preventivo dell’area a caldo dell’Ilva per disastro ambientale doloso ed avvelenamento, del sequestro preventivo dell’acciaio prodotto nei mesi di sequestro, di “Ambiente Svenduto”, indagine parallela della Guardia di Finanza su casi di corruzioni ed associazioni a delinquere. Il No va al Governo, perchè ha reagito allo stop imposto ad impianti inquinanti oltre i limiti tollerabili, non con strategie di conversione green, con la scienza, il confronto con imprenditori e progettisti di alternative possibili, come sta avvenendo nel resto d’Italia. Ma con un decreto legge Salva Ilva considerato incostituzionale da diversi giuristi e magistrati perchè contrasta l’obbligatorietà dell’azione penale e non mette al primo posto la salute, preferendo redimere i proprietari, i Riva, accusati di reati ambientali e strategie di corruzioni per manipolare i controlli ambientali e le perizie del passato. Uno strappo mai accaduto fino ad oggi. Una gara tra poteri, esecutivo e giudiziario, con il benestare della Presidenza della Repubblica. I tarantini non riescono a credere di essere considerati come un sacrificio umano necessario, inevitabile, e di non vedere tutta l’Italia indignarsi contro chi ha commesso reati, chi ha chiuso gli occhi sul mobbing in fabbrica, sulla mancanza di sicurezza sul lavoro, sull’amianto. I primi freddi stanno arrivando e, nonostante, questo alcuni irriducibili si sono incontrati in via Anfiteatro, davanti alla Prefettura, apprendendo di una imminente convocazione della stampa, forse martedì prossimo, sulla gestione di questa situazione. Hanno esposto i loro cartelli, striscioni, sagome. Hanno sollecitato il dibattito con il megafono. Un unico piccolo momento di discussione c’è stato con un consigliere comunale, perchè, ormai, chi rappresenta partiti, qualsiasi partito, non riesce più a toccare i tasti giusti con gente esasperata. Il politichese è una lingua morta, e non riescono ancora ad accettarlo. Tra i coraggiosi, Daniela Spera, di Legamjonici, Rosella Balestra, di Donne per Taranto, il Comitato Verità per Taranto, alcuni esponenti del Comitato Cittadini Lavoratori liberi e Pensanti, Taranto Lider ed altri gruppi legati ai movimenti di Taranto Respira. Inteneriva, venire a sapere della commozione di Daniela, nell’incontro con il prefetto, Claudio Sammartino, con il quale lei ha parlato di tutti i rischi ambientali del territorio, dall’Ilva ai progetti di Tempa Rossa, facendo quasi sicuramente leva sulla illegittimità dell’Aia all’Ilva, rilasciata agli impianti quando erano sotto sequestro in condizioni di pericolo. Un’Aia ora trasformata in legge…Già…ma secondo voi può un’Aia illegittima diventare legge? Si rifletta su questo.

Questo scriveva Daniela Spera in una nota su Fb:

«E’ solo la mia esperienza di normale cittadina..

A volte guardo le mamme in gravidanza e dentro di me piango per i loro figli, perché li sento miei..e mi chiedo quale colpa possano avere quelle creature.

Il destino li farà nascere a Taranto e la sola ipotesi (che oggi è certezza) di vedere soffrire un bambino mi fa stare male.

Quando ho potuto, nel corso delle mie ore di lavoro che mi fa incontrare i malati, correvo altrove perchè non riuscivo a trattenere le lacrime: tutte quelle storie di giovani donne, di bambini, ragazzi già in lotta contro un tumore… Mi riprendevo, mi dicevo:’sto esagerando..’..ma era più forte di me.

C’è ancora chi mi chiede:”ma tu perchè lo fai?” ed io ancora rispondo:”non lo so”.

Con la mia coscienza e con tutto ciò che i miei occhi vedevano e la mia testa capiva e osservava, ho cercato il perché di tutto questo. Con costanza, attaccata, offesa, umiliata e senza mai arrendermi, ho spiegato le mie motivazioni. Spesso ero sola ma poi ho avuto ragione.

Alcuni amici mi dicono:’parli sempre di ambiente, rilassati un po’…!’ ma come faccio a spiegare loro che non si tratta solo di ‘ambiente’ ma di crimine contro l’umanità?

Oggi, abbiamo trovato un’alleata, la Magistratura, che ha fatto il suo dovere ma che è andata ben oltre questo, ed io personalmente ho avuto l’onore di collaborare nei limiti delle mie possibilità.

Il Governo e il Presidente della Repubblica Napolitano, da oggi hanno dato il via ad un decreto che antepone l’obbligo di produzione al diritto alla salute. Sulla loro coscienza i bambini di Taranto. Non è demagogia, ma è realtà e non so più come gridarlo.

Ricordo che il gip Todisco chiese agli epidemiologi quale fosse il dato che più li aveva colpiti e la risposta mi riempi’ di angoscia..guardai con disprezzo i presenti in aula responsabili di tutto questo, politici compresi.

Il 15 dicembre ci sarà una manifestazione a Taranto, il mio corteo personale terminerà davanti all’Ilva di Taranto e mi incatenero’ in segno di protesta: ‘se ci volete morti, allora fatelo subito!’. Per la lotta, pacificamente e senza alcuna rassegnazione, decisi e forti. Chi vuole puo’ farlo con me. TARANTO LIBERA!»

L’evento “Incateniamoci all’Ilva” prima o poi potrebbe esserci ma la data in realtà non è stata fissata.

Non so se il presidio andrà oltre, come si pensava fino a qualche ora fa. Forse stanno andando via. I tarantini presenti in quel presidio vogliono comunque stringersi al fianco della Magistratura e della Procura. Con il testo della Costituzione a portata di mano.

Dura è stata digerire le prime informazioni sulla rottura dei sigilli all’Ilva (ci avevano già pensato da tempo ad ignorarli).

Al momento, passaggio obbligato, presumibilmente, è stata la restituzione della facoltà d’uso (e comunque non hanno mai smesso di produrre fino ad oggi) in adempimento al decreto legge Salva Ilva, in attesa di capire come muoversi. Si va verso un “Incidente di Costituzionalità?” Verosimile, molto verosimile.

Questi magistrati ci hanno abituato al silenzio e ad azioni meditate. Ed ora hanno parecchie cose a cui pensare, parecchie.

La gente di Taranto crede in loro mentre ha perso completamente la fiducia nello Stato, nel Governo, e nel Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

A Taranto, in queste ore, si dovrebbe festeggiare il più lungo, o quasi, periodo natalizio d’Italia. In quanto, le feste partono con Santa Cecilia, il 22 novembre.

Nessuno ha voglia di festeggiare…ancora.

3 thoughts on “Si lancia l’idea “Incateniamoci all’Ilva” al sit-in contro l’incostituzionale “Salva Ilva/Ammazza Taranto” a sostegno della Magistratura

  1. ‘Taranto LIDER’ era presente e non è riconducibile a Tarantorespira…se perdessimo il vizio di mettere il cappello ad ogni cosa…

    • Grazie del dettaglio, ho solo elencato alcuni movimenti. Non uno solo ma diversi. Mi farà piacere aggiungerli tutti. Anzi lo inserisco direttamente nel post, Taranto Lider. Colgo l’occasione e vi segnalo di aver inserito la locandina sul vostro esposto sull’endometriosi nel post precedente, molto visualizzato. Buona Serata e grazie del commento.

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